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08 – Perchè i reati dei ricchi e potenti restano impuniti?

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A cura di
RadioBorsa

Anche i ricchi rubano. E imbrogliano, e uccidono. Lo fanno nelle forme più disparate: inquinando le acque e il suolo, sfruttando gli operai, non rispettando le regole di sicurezza sul lavoro dei dipendenti, vendendo ai risparmiatori prodotti finanziari farlocchi”.

E’ quanto afferma Elisa Pazé, Pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Torino dove fa parte del gruppo reati economici, nel suo nuovo libro “Anche i ricchi rubano” (Edizioni Gruppo Abele 2020).

Un libro che parla di disuguaglianza e denuncia gli squilibri di un sistema che reprime inesorabilmente i reati di strada mentre ha maglie larghe nel perseguire la criminalità dei colletti bianchi.

Ai ricchi si perdona, e si condona, qualsiasi cosa” scrive Pazè. 

Le leggi sembrano scritte apposta per assicurare loro l’impunità. Le patrie galere sono piene di delinquenti comuni ma non di colletti bianchi, e non perché non commettano reati (la corruzione in Italia raggiunge livelli altissimi) ma perché per loro c’è una sorta di diversa corsia di marcia. E non può trattarsi certo di un caso. 

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Facendo casi concreti, dalla bancarotta all’evasione, dall’inquinamento alle truffe a danno dei risparmiatori, Elisa Pazè spiega in questa intervista perché per i ricchi spesso il delitto è senza castigo e quali sono le conseguenze sociali ed economiche di questa disparità di trattamento, perché i ricchi quando rubano lo fanno ogni volta che si presenta l’occasione “esattamente come chi spaccia o commette furti seriali”.

La differenza è che rispetto a chi ruba o spaccia e danneggia spesso i singoli, i ricchi producono danni a una moltitudine di persone. Pensiamo a chi, gestendo in modo sconsiderato una banca, provoca danni economici ai suoi azionisti e obbligazionisti e poi a cascata a tutti i contribuenti, perché le banche in Italia non falliscono e per ripianare voragini nei loro conti deve intervenire lo stato per salvarle con soldi pubblici.

I reati dei colletti bianchi sono molto più pericolosi per la comunità dei reati comuni e andrebbero perseguiti con maggiore determinazione e in Italia questo non avviene. Nel libro “Anche i ricchi rubano” Elisa Pazè, in magistratura dal 2002, spiega le motivazioni e gli impedimenti che si pongono ai giudici nella repressione dei reati dei colletti bianchi. 

Anche i ricchi rubano
è l’ultimo libro scritto da Elisa Pazè.

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