Secondo una ricerca del McKinsey Global Institute su 23 Paesi, tra il 2000 e il 2024 il 52% dell’aumento del patrimonio netto delle famiglie era riconducibile agli immobili e il 26% alle azioni.
Nel biennio 2024-2025, invece, le azioni hanno contribuito per il 57% e gli immobili per il 15%.
Le azioni hanno ingranato la quinta. Gli immobili, che prima viaggiavano a tutta velocità, hanno scalato parecchie marce.
Secondo l’Economist, comprare casa è sempre meno un passaggio obbligato per i giovani. E come dare loro torto?
Tra prezzi irraggiungibili, mutui diventati inaccessibili anche a causa dell’impennata dei tassi e timori che la casa possa perdere valore, sempre più giovani rimangono alla finestra. Alcuni per scelta, altri perché non possono permettersi di comprare.
A queste difficoltà si aggiungono i timori per l’avvento dell’intelligenza artificiale e per le sue conseguenze sul lavoro e sui progetti di vita. Così alcuni giovani cercano nella Borsa un’altra strada per costruirsi un patrimonio. Un cambiamento che potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato immobiliare.





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